3 aprile 2009

50 MILA IN CORTEO A ROMA CONTRO IL G14

Comunicato-stampa

UNA VASTA ALLEANZA SOCIALE ANTI-CRISI VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 23 APRILE

Mentre a Londra e in tante altre città europee si manifestava contro il G20, a Roma 50 mila persone hanno dato vita ad un combattivo e vivacissimo corteo di protesta contro il vertice dei ministri del Lavoro e del Welfare del G14, convenuti a Roma per riproporre le catastrofiche ricette economiche che hanno provocato la più grave crisi capitalistica del dopoguerra: tagli ai salari e alle pensioni, riduzione dei servizi sociali e dei beni comuni, aumento della precarietà, sostegno alle banche e ai potentati finanziari e industriali. I COBAS hanno promosso l’iniziativa insieme alle altre due organizzazioni del Patto di Base, CUB e SdL, sulla base di un Decalogo anti-crisi, di un Programma sociale che richiede il blocco dei licenziamenti, aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al costo della vita; cassa integrazione almeno all’80% del salario per tutti i lavoratori/trici; assunzione a tempo indeterminato dei precari; nuova occupazione mediante un Piano per energie rinnovabili ed ecocompatibili, per massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole e per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente; difesa del diritto di sciopero e di manifestare. Su questa piattaforma si sta formando in Italia una vasta alleanza sociale che si è espressa nel corteo di Roma e che vede agire insieme lavoratori dipendenti relativamente stabili e precari, occupanti di case e migranti, strutture che lavorano nei quartieri e studenti universitari e medi, giovani dei Centri sociali metropolitani e ambientalisti che si oppongono alla distruzione e all'inquinamento del territorio. Un ruolo rilevante nella manifestazione l'ha avuto il popolo della scuola pubblica, lavoratori e studenti che hanno portato in corteo il rifiuto della distruzione didattica e sociale che i ministri Tremonti e Gelmini vogliono imporre alla scuola, tramite catastrofiche "riforme" che, in particolare, taglieranno da settembre 57 mila posti di lavoro.
Il corteo ha battuto anche il tentativo liberticida di limitare drasticamente il diritto di manifestare a Roma, operato attraverso un Protocollo, firmato dal sindaco Alemanno, dai sindacati Cgil-Cisl-Uil e dai partiti parlamentari, che intenderebbe vietare il diritto di protesta nella grande maggioranza dei luoghi di conflitto e di protesta cittadina. Dopo giorni di tensione, culminati in una aggressione poliziesca agli studenti universitari, il corteo (e quelli che erano confluiti in esso, in particolare quello proveniente dall'Università) si è svolto regolarmente e senza incidenti su percorsi tradizionali che, in principio, Ministero degli Interni e polizia intendevano vietare. E ora l'alleanza sociale anti-crisi manifestatasi a Roma si approfondirà e si estenderà nel corso della preparazione della prossima tappa di lotta nazionale promossa dal Patto di Base (COBAS, CUB, SdL), lo sciopero generale del 23 aprile, con manifestazioni regionali.

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