18 maggio 2009

Comunicato stampa sulla manifestazione del 16 maggio a Torino

UNA MANIFESTAZIONE CONSAPEVOLE E PARTECIPATA E UNA CONCLUSIONE CHE
EVIDENZIA DRAMMATICAMENTE L’ASSENZA DI RAPPRESENTANZA E DI UN
PROGETTO CONTRO L’ARROGANZA E LO STRAPOTERE FIAT.

Sabato 16 maggio a Torino il corteo contro la prospettata chiusura degli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Termini Imerese e l’ulteriore ridimensionamento di Mirafiori è stato molto lungo e vivo, sia per la presenza degli operai torinesi sia per l’arrivo di numerose delegazioni da tutta Italia, Pomigliano in testa. La volontà unitaria di dare una risposta a Marchionne e la consapevolezza della posta in gioco – il tentativo dei padroni di utilizzare la loro crisi per costruire un’altra sconfitta del movimento dei lavoratori – hanno contraddistinto la manifestazione che durante tutto il percorso ha ricevuto il sostegno della popolazione nelle strade, dalle finestre e dai balconi. I lavoratori sono sfilati a migliaia senza rigide divisioni organizzative tra le sigle sindacali, con una naturale e spontanea ricerca di una risposta solidale e collettiva, ma anche con la preoccupazione di scongiurare un film già visto, ovvero l’ennesimo epilogo fatto di deserto industriale e di accordi di gestione di migliaia di licenziamenti collettivi mentre i profitti della Fiat continuano a essere garantiti soprattutto dal denaro pubblico. Una preoccupazione legittima, visto la sequenza di accordi a perdere cui tutti i sindacati concertativi ci hanno abituato in questi ultimi vent’anni. Per offuscare questo quadro sociale scandaloso puntualmente i mass-media anziché interrogarsi su come e quanto questa crisi sia stata costruita e venga utilizzata dai padroni, preferiscono invece inventarsi una violenza di piazza - meglio se targata “Cobas” - e a strumentalizzare la conclusione della manifestazione nel comizio davanti al Lingotto: di fronte ad una contestazione verbale, ma comunque comprensibile, a fronte della richiesta di intervento dal palco dello Slai-Cobas di Pomigliano il servizio d’ordine dei sindacati confederali non ha trovato di meglio che opporre resistenza fisica e la chiusura dell’impianto voce. Ben più grave e preoccupante della caduta dal palco (in realtà una piattaforma a mezzo metro dal suolo) del segretario Fiom Rinaldini – peraltro trattenuto da un esponente dello Slai-Cobas, come si nota dalle stesse foto dei quotidiani – caduta causata dal parapiglia conseguente al tentativo dei vertici confederali di impedire un intervento già concordato dei lavoratori di Nola, è il prossimo venturo ennesimo scivolamento politico e sociale di un sindacato concertativo le cui sigle si dividono tra chi - come Cisl, Uil e Ugl - è pronto a soddisfare qualsiasi progetto di Confindustria e chi - come la Cgil - si autorappresenta come baluardo democratico, ma paga il peso non indifferente di aver comunque concertato un quindicennio di perdita di diritti e di potere delle lavoratrici e dei lavoratori. Oggi il problema è quello di ricostruire una rappresentanza dei diritti sociali negati, di ridare voce, peso e dignità a milioni di lavoratori che sono soggetti sociali e politici, e non semplici fruitori di ammortizzatori sociali. La Confederazione Cobas sta cercando – sicuramente con fatica – di costruire questo percorso, senza proclamarsi a solutrice ma ricercando con tutte le forze disponibili un cammino comune e condiviso. Contro tutte le arroganze del potere, e anche contro le sue ricorrenti strumentalizzazioni e invenzioni mediatiche.

Torino, 17 maggio 2009 Confederazione Cobas

21 aprile 2009

Dai il 5 X Mille ad AZIMUT






Dai un contributo ai progetti internazionali dei Cobas Associazione Azimut - 5 x 1.000 Codice Fiscale 97342300585

Cosa è la contribuzione 5 per mille?

E’ la possibilità, per ogni singolo lavoratore, di destinare il 5 per mille delle tasse già detratte in busta paga agli enti senza scopo di lucro. Non si tratta quindi di alcun versamento aggiuntivo, ma di destinare dei soldi già pagati, anziché allo Stato, ad una associazione onlus. Per destinare questa quota, ogni singolo lavoratore deve compilare l’apposita casella contenuta nel Modulo 730 o UNICO, relativa alla contribuzione del 5 per mille, firmandola e apponendovi il

codice fiscale di Azimut: 97342300585.
L’attribuzione del 5 per mille non è sostitutiva dell’8 per mille.

Progetti di Azimut

La musica per crescere!

Roma -in collaborazione con “Associazione il Grande Cocomero” di Roma (conclusa prima fase – seconda fase in corso)

Il progetto era finalizzato all’adeguamento di una sala per prove musicali nei locali dell’Associazione “Il Grande Cocomero”. Scopo dell’iniziativa è stato quello di realizzare laboratori musicali rivolti agli adolescenti ricoverati presso il reparto di Neuro Psichiatria Infantile del Policlinico Umberto I° Roma. Nel 2009 è’ stata avviata la seconda fase del progetto attraverso l’allestimento di un studio di registrazione.

Coscienza sociale e attività per i giovani lavoratori arabi in Israele

Israele – in collaborazione con WAC - Workers Advice Center (concluso – 2005)

Iniziativa in sostegno agli adolescenti lavoratori arabi in Israele espulsi dalla scuola. Il progetto ha permesso di informare ed educare i giovani a valori quali la giustizia sociale, la responsabilità di gruppo, il volontariato nella società, l’opposizione all’occupazione militare, l’appoggio all’autodeterminazione della nazione palestinese e all’internazionalismo.

La patologia del piedetorto. Trasferimento di conoscenze in ambito sanitario tra l’Italia (Roma) e la Tanzania (Mara Region - Bunda District)

Roma – in collaborazione con l’Ufficio Stranieri dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma (concluso – 2007)

L’iniziativa ha permesso di operare 4 bambini della Tanzania affetti dalla patologia del “piede-torto” e di formare 2 medici e un’infermiera tanzaniani, attraverso una partecipazione diretta ad interventi chirurgici. Il personale medico formato in Italia ha contribuito a diffondere le conoscenze acquisite ad altri medici del Distretto di Bunda in Tanzania.

Turismo Responsabile nelle comunità della Mata Atlantica del Brasile

Brasile - in collaborazione con l’ Università di San Paolo (USP)/Brasile e l’Instituto Ing-Ong de Planejamento Socioambiental (in corso) Il progetto prevede di fornire un supporto logistico (adattamento delle strutture ricettive) e tecnico-formativo per lo sviluppo di micro-imprese presso le comunità locali, mediante l’ideazione di itinerari turistici autogestiti. L’area considerata è abitata da comunità che vivono situazioni di forte esclusione sociale (gruppi indigeni, pescatori, ex-schiavi afrodiscendenti) e possiede evidenti capacità attrattive di carattere naturalistico e storico-antropologico.


Scuola Permanente di Formazione di Leader in 5 regioni della Colombia

Colombia – in collaborazione con il COS-PACC e il Comitato Carlos Fonseca (in corso)

Il progetto prevede di realizzare una scuola permanente di formazione di leader comunitari promossa dalla organizzazione colombiana COS-PACC, nata dopo l’offensiva paramilitare contro le organizzazioni sociali a metà degli anni ’90. La Scuola ricopre un ruolo fondamentale nella formazione politica dei dirigenti delle organizzazioni sociali del Paese.

Salute materno-infantile. Sala operatoria e campagne di prevenzione e sensibilizzazione in Tanzania (Regione Mara – Distretto Bunda)

Tanzania – in collaborazione con Arcs-Arci Cultura e Sviluppo, il Policlinico Umberto I e diversi partner sanitari della Tanzania (in attesa di finanziamento)

Si prevede di creare una sala operatoria e di formare il personale medico e paramedico sulla salute materno-infantile presso l’Ospedale di Manyamanyama nel Nord della Tanzania. Si realizzerà anche una campagna di prevenzione (per 5.000 beneficiari), attraverso la creazione di un’Unità Sanitaria Mobile, presso i villaggi del Distretto di Bunda.

Scuole altrove

Italia – in collaborazione con il CESP (in attesa di finanziamento)

Il progetto ha l’obiettivo di favorire il rispetto della diversità al fine di rimuovere pregiudizi e sentimenti xenofobi. Si prevede di intervenire in 3 scuole secondarie di 2° grado in 9 regioni italiane: Piemonte, Friuli, Emilia, Toscana, Sardegna, Abruzzo, Lazio, Campania, Sicilia.

Il diritto allo studio. Scuola nel carcere di Rebibbia

Roma – in collaborazione con il CESP (in attesa di finanziamento)

Si tratta di un progetto indirizzato al plesso penale del carcere di Rebibbia, che persegue i seguenti obiettivi: 1) rafforzare le potenzialità di apprendimento degli studenti-detenuti migliorando la qualità didattica; 2) accrescere le competenze del corpo insegnante all’interno delle carceri.

Entro breve sarà completato il sito - www.azimut-onlus.it


20 aprile 2009